A.D. 2010

di Renato Morelli

Ora ho veramente paura. Non per me, è ovvio, io questo film l’ho già visto e ho lottato con tutte le mie forze per cambiare, ma la situazione era diversa. Si veniva dalla guerra, avevo vissuto con i miei coetanei l’epoca della ricostruzione: la chiesa cattolica imperava e interveniva in ogni fatto della vita, dettando lo stile nazionale. Poi ci fu il boom economico e gli italiani cattolici divennero più smaliziati. I cambiamenti  si sentivano nell’aria e difatti arrivò il sessantotto.

Cambiarono molte cose. Gli studenti e i lavoratori scesi in piazza diedero vita ad una serie infinita di rivendicazioni che in pochi mesi vennero soddisfatte: ci volle del tempo per raccapezzarsi, persino i rapporti interpersonali ne risentirono, ma purtroppo quei giusti cambiamenti non ebbero uno sviluppo omogeneo e divennero in breve preda dei politici che li snaturarono.

Quello che si chiedeva in quella sede era e rimane sacrosanto, ma i governi che si susseguirono fecero quanto in loro potere per diminuire la pressione delle nuove classi sociali fino a che riuscirono a destabilizzare ogni disegno di democrazia inventando perfino le brigate rosse a loro uso e consumo per giustificare le diminuzioni di libertà, per contrastare la classe lavoratrice che stava prendendo coscienza: troppa coscienza per il potere occulto dei potentissimi massoni e dei plutocrati ! (Così venivano definiti i poteri occulti della nazione già dall’epoca post-bellica).

Negli anni settanta il partito comunista per un attimo ebbe addirittura la maggioranza, ma non c’erano le basi perché la dilagante presa di coscienza delle masse potesse durare e potesse prendere interamente corpo, d’altro canto i dirigenti del partito fatto salvo Berlinguer, cominciavano a non essere più all’altezza della corruzione predominante. Iniziò così la rincorsa al liberismo che portò in un primo tempo al CAF, poi a “Mani Pulite” e infine a “Forza Italia”. Quest’ultimo prodotto è stato confezionato da mani consapevoli e da menti intelligenti e virate al male.

Dietro ad ogni mossa di Berlusconi c’è sempre stato un ufficio-studi sul modello di  certi team americani, dotato di ogni mezzo tecnico reperibile sul mercato e più che altro supportato dalla TV.

Dall’altra parte a contrastarlo c’erano degli sprovveduti che, al massimo, lavoravano per ottenere benefici personali (yuppies et similia), ma non avevano né la cultura necessaria né i mezzi né le idee chiare per proporre alternative valide. Questo ha causato la vittoria della destra conservatrice (e fin qui non ci sarebbe niente di male) ma la cosa è stata contaminata da rigurgiti nostalgici e da P2 e P3 della peggior scelleratezza, prepotenza e arroganza così da riportare il paese indietro di decine di anni nel giro di qualche  mese.

La scuola, che è stata per lunghi anni il fiore all’occhiello della nazione ed era presa come pietra di paragone da molti paesi, ora è in disfacimento. La politica sottintesa è che solo i ricchi possano arrivare alle alte vette della conoscenza mentre tutti gli altri debbono essere servi della gleba.

Dicevo che questo film l’ho già visto ed ero convinto che bastasse averlo vissuto una volta; pensavo di non rivederlo più: per togliercelo dai piedi abbiamo subito una guerra mondiale, milioni di morti, cambiamenti epocali, abbiamo lottato per anni ed anni.

Per migliorare la qualità della vita e per dare senso e compiutezza alla parola democrazia, con passione, senza risparmio siamo passati attraverso tutte le forme di protesta, le riunioni, le commissioni, gli scioperi, le trattative estenuanti, lo stress, le sconfitte, le vittorie sudate, le conquiste che hanno fatto fare un balzo in avanti al nostro paese di cui ero orgoglioso.

Ora non sono più orgoglioso, le nuove generazioni non hanno avuto memoria storica (né sono state aiutate in questo dai vari governi che erano così presi a mantenere il proprio potere che ancor oggi, sconfitti, non si accorgono che se non si cambia rotta si va alla rovina) i processi si sono riprodotti come i bachi della peste. Non è sufficiente dire – io ho dato! – per scacciare queste mosche cavalline. Sono qui ben piazzate  e molti giovani, chiusi nel proprio egoismo sfrenato, stanno dando man forte per farle crescere come  un tumore maligno.

Arrivo a dire che mi vergogno di essere italiano, io che ho un padre pluridecorato medaglia di bronzo e d’argento al valore e un fratello morto in guerra medaglia d’argento alla memoria!

A cosa è servito il loro sacrificio e quello di mille altri che hanno creduto nella difesa della libertà?

La dimostrazione che tutta la serie di cespugli che formano la cosiddetta sinistra non sia all’altezza e non abbia ancora capito quanto sia stata grande la sconfitta e sanguinosa, sta nel fatto che nessuno di loro, ma proprio nessuno neanche il più litigioso, abbia fatto autocritica, come si diceva una volta, almeno dopo la sconfitta, dando atto delle proprie carenze, della propria inadeguatezza, della mancanza di un’analisi critica della situazione. Non hanno avuto neanche il pudore di andarsi a nascondersi. Se passi per Montecitorio, li vedi ancora lì con l’aria arrogante, indecentemente abbronzati, circondati da guardie del corpo a fare nulla.

Non credo che basteranno i cinque anni canonici per snidare i forzitalioti e gli assassini dei bambini di Genova.

I media sono così ben gestiti che molta gente comune (che magari critica gli americani per la visione unilaterale degli eventi che hanno perché così viene propinata loro dalla CNN) ancora ritiene che a Genova i delinquenti fossero gli studenti delle scuole medie superiori presenti e non, come ben si sa, alcuni individui protetti dai poliziotti, mascherati e provocatori!

L’ombra inquietante del potere e dei suoi scagnozzi getta una luce spaventosa su quei fatti e sulle tante morti inutili provocate da una gestione del potere veramente medievale ed è per questi motivi che desidero andarmene dall’Italia che non è più “il bel paese” che amavo.

L’aria si sente nelle narici: è maleodorante, nauseabonda. Stanno andando per la maggiore i ladri di alto bordo, i pirati della strada, dopo i lanciatori di sassi. Tre italiani su quattro sono contenti di questo andazzo, perché così possono rubare impunemente e il mal costume è quasi naturale.

Anche se “il premier” scomparisse, il suo modus operandi ormai ha contaminato l’Italia e temo che ci vorranno molti anni per ripristinare un minimo di società civile. E chi non ne può più inizia a protestare e,  oltre che con un governo raggomitolato sui propri privilegi, se la prende con il sindacato che non è all’altezza del proprio compito, che è asservito al potere forte e sta minando il welfare e le sue regole. Immediatamente si riparla di terrorismo, solo perché qualcuno ha alzato la voce e non vuole essere messo sotto i piedi e vuole riconquistare una qualità della vita che sta continuamente impoverendosi. Cosa bisogna fare? Stare zitti ed essere calpestati? L’Italia è diventata uno stato antidemocratico. Crescita economica, produzione, consumo: sono i falsi idoli del mercato: può esistere un altro mondo, ma ci lasciamo sfarinare la speranza fra le dita.

Ricordiamoci due cose: primo, la crescita nel senso del mercato non serve a niente e secondo, dobbiamo morire tutti, ma proprio tutti, anche quelli che oggi comandano, che si danno a lussi smodati alla faccia di chi non ruba ed è onesto.

Questa parola, “onesto”, genera il sorriso sulle bocche di questi cialtroni e ladri, ma si spegnerà  e anche presto se la gente si sveglierà.

Tutto ciò  accade perchè la “Storia” non è utile, per lo più serve ai cronisti, ma la memoria del male sopportato, degli orrori subiti in nomine Dei dai propri padri, non serve ai giovani che vanno a scuola ormai solo per imparare le tre I (!)  e fare gli spettatori passivi allo sfacelo della nostra civiltà.

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