Noi non ce ne andiamo da questo paese. Politici di sinistra: andate a lavorare perché vogliamo creare un’alternativa a Berlusconi

5 febbraio 2011

Chiunque ha una minima capacità di relazionarsi con le persone e di ascoltare ha un senso di depressione, delusione e fuga.

Fuga da questo paese e  da questa nostra impotenza di cambiare e uscire da questa cappa che ci assilla, ci perseguita e ci distrugge.

Se entriamo nel merito ci troviamo di fronte a un governo che è retto da un signore che invece di fare il nonno si diletta e se la “spassa” con chi potrebbe essere anagraficamente le sue nipote.

Inoltre ci sentiamo assediati da una crisi economica che sotto sotto tutti pensiamo che ci sta trascinando nel baratro del fallimento del nostro stato e del nostro sistema economico.

Non ci sono proposte che possano darci fiducia e avviare una svolta e sul quale convogliare le nostre energie e risorse come una scommessa sul futuro, sulle nostre intelligenze e sui nostri giovani come ricerca, innovazione, istruzione.

Oltre questo, ogni giorno abbiamo un’offensiva dei mass media, gestiti dal potere attuale, finalizzato a ottenere consensi e che ci presenta solo nullità, pseudo valori e tanta spazzatura.

Il messaggio dell’arricchirsi con qualsiasi mezzo e che il centro del vivere e della felicità sono i soldi, la bella vita e la spensieratezza è il motivo conduttore e il leit motive che viene sciorinato. Ora c’è un alternativa a tutto ciò?

I partiti e i politici sono vecchi e la casta non è solo un’invenzione letteraria. Non solo non  riusciamo a vedere   in essi uno strumento da utilizzare per la risoluzione dei nostri problemi ma ne parliamo in modo ostile e come fonte dei nostri mali. La corruzione è imperante e cerca di inglobare prima che il nostro vivere quotidiano le nostre coscienze. Se non ci adeguiamo ci dicono che siamo i soli a non accettare  queste pratiche ormai diffuse. Se si parla di morale veniamo emarginati.

E la chiesa e la religione? Avvertiamo la sensazione che è più una organizzazione interessata a salvaguardarsi anche economicamente  che un punto di riferimento, al di là di alcuni elementi che sono dei veri e propri santi contemporanei.

E allora? La depressione ci attanaglia e avvertiamo un senso diffuso di incapacità al cambiamento e di riappropriarci della nostra esistenza  e  un desiderio di fuga da questo paese e dalla nostra impotenza.

Questo stato d’animo ci porta all’isolamento ed è il vero risultato che questo regime imperante sta ottenendo per giustificare il proprio potere economico e il proprio vuoto.

Occorre dare una svolta a tutto ciò e dire con forza che noi dobbiamo riprenderci la vita sociale e politica e morale di questo paese. Ora, dai sondaggi, abbiamo l’informazione che gli scandali che accompagnano la vita  privata  di Berlusconi non scalfiscono la fiducia degli italiani nell’esecutivo. Al di là della rabbia e dei brividi che ci corrono lungo la schiena, una riflessione dobbiamo pur farla. Questa ci viene fornita da questi dati: il PD oggi scende ancora al 25/26% ma ha una potenzialità di crescere fino al 42%. Come mai non succede? Il motivo è semplice e si trova nel fatto che gli uomini che dovrebbero andare a creare l’alternativa non sono credibili agli occhi degli italiani. Sono sempre gli stessi e sono vecchi sia in quello che propongono sia perché da troppo tempo stanno sulla scena. Per favore fatevi da parte per il bene del paese. Noi non vogliamo andar via da questo paese ma non possiamo accettare che la mancanza di idee e strumenti per cambiare ci abitui a pensare che l’immoralità sia l’unica strada percorribile e che sia l’unico argomento per stare sulle opinioni e argomentazioni internazionali.


Il dissesto idrogeologico (Veneto, Pompei & co.)

10 novembre 2010

Periodicamente in Italia si parla di dissesto idro-geologico, di paesaggio compromesso dalle speculazioni edilizie e dall’incuria. Naturalmente – come sempre accade in questo strano paese – se ne parla per qualche giorno, a ridosso delle varie calamità e poi torna a calare il silenzio sul paesaggio e sui beni archeologici e culturali, tutto fino al prossimo disastro annunciato, fino alle macerie che faranno il giro del mondo esponendoci ver-gogna internazionale.

La storia del paesaggio italico è storia antica e affonda le sue radici nell’uso del territorio che gli uomini ne hanno fatto da almeno un paio di millenni, con un’accelerazione impressionante nell’ultimo mezzo secolo.

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Democrazia partecipata

2 novembre 2010

È inutile far finta di niente.

La democrazia (potere del popolo), nel senso etimologico del termine, in Italia è in grande difficoltà.

In ogni elezione aumenta il “popolo” che diserta le urne e non “partecipa” alla competizione.

I vari santoni e “medici” della democrazia di volta in volta, stracciandosi le vesti, fanno diagnosi e propongono terapie che non scaldano le menti né smuovono le sensibilità e gli entusiasmi.

Il problema è semplice.

Tenendo ben fermo ciò che giustifica il nostro stare insieme e il nostro patto reciproco tra noi cittadini di questo paese che si chiama”Carta costituzionale”, il vero imputato è il sistema delle rappresentanze, iniziando da  quella partitica.

Tutto è fermo a forme di organizzazione sclerotiche che passa attraverso la cooptazione più o meno mascherata che tiene ferma e immobile un’intera classe dirigente e non permette il ricambio.

Se noi guardiamo al centrodestra e al suo partito di riferimento il PDL, se la mia memoria non mente, non ci risulta che, al di fuori di un capo carismatico, non esistono organismi o strumenti che permettano al Popolo della Libertà di scegliere liberamente la propria classe dirigente.

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Scuola: bene primario

17 ottobre 2010

La nostra storia nasce da quel luogo chiamato scuola, università, istruzione, ricerca…..

Siamo addolorati e indignati, anzi arrabbiati nel constatare che la nostra classe dirigente a partire da quella che ci governa ma anche da  quella che ci ha governato non abbia pensato che nel sapere, nell’istruzione e nella ricerca si trovi il futuro del nostro paese.

Chi non crede in questo e nei giovani non crede nel futuro.

La cosa grave è che a corrente alterna, anzi a governi alterni si illudono intere generazioni di giovani e con loro le loro famiglie che si sta investendo nei giovani e nel sapere…

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L’AMBIENTE

10 ottobre 2010

AMBIENTE – PRINCIPIO INSINDACABILE

Non è il momento di nascondersi e di non esternare le nostre idee. I tempi che stiamo vivendo non ce lo permettono. E’ il momento di creare “altro” sia nelle idee che nei contenuti. Discutiamo insieme, ne vale la pena. Il vecchio, rappresentato da quello che abbiamo di fronte, ci sta distruggendo e sta distruggendo le speranze nostre e il futuro dei nostri figli. Con questo elaborato iniziamo a proporre dei principi che insieme dobbiamo dibattere ma che alla fine dovranno creare le basi per un nuovo modo di sentire e per programmi attuativi. Per questo ci permettiamo di iniziare a individuare dei temi sui quali ragionare per creare qualcosa di nuovo senza negoziare e mediare i contenuti. Iniziamo con alcune considerazione e con una idea “non negoziabile”. Leggi il seguito di questo post »