Contro gli inceneritori: Rifiuti Zero (intervista a Paul Connett)

18 novembre 2010

Intervista a Paul Connett

a cura di Enrico Cerquiglini e Raoul Mantini

Dall’antologia Vicino alle nubi sulla montagna crollata (a cura di E. Cerquiglini e L. Ariano), Udine, Campanotto, 2008.

 

Questo mondo, come in un pessimo film di fantascienza, rischia di essere sommerso dai rifiuti.

Cosa si può fare per evitare che questo panorama si realizzi?

Innanzitutto credo sia fondamentale distinguere la teoria del riciclaggio al 100% e la teoria Rifiuti Zero. Da molto tempo diverse comunità cercano di portare ai massimi livelli il riciclaggio e il compostaggio dei rifiuti. Per molto tempo abbiamo pensato che questo fosse l’obiettivo numero uno, ma il problema di questo sistema è che la nostra società produce cose che non possono essere riciclate, compostate né riutilizzate. Finché sarà così non ci sarà mai possibile un riciclaggio al 100%: cosa dice, quindi la strategia Rifiuti Zero? Dice semplicemente  che i cittadini non possono farcela da soli, devono necessariamente interagire due livelli di responsabilità: quella civile a valle e quella industriale a monte.. Insomma all’industria dobbiamo dire: “Se qualcosa non può essere riutilizzato, riciclato o compostato voi non dovete produrlo”. In questo modo l’ingegneria industriale dovrà conformarsi al volere della società civile producendo merci che possano rientrare nel circolo virtuoso senza diventare rifiuti. Da qui inizia il lavoro di una comunità responsabile che separi i rifiuti riciclabili, la frazione umida, che raccolga i sacchi porta a porta e di una classe politica lungimirante che promuova le alternative ecosostenibili allo stoccaggio in discariche e all’incenerimento dei rifiuti.

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